Aperte le iscrizione per la "Rete del lavoro agricolo di qualità"

Agricoltura

A partire dal 1° settembre 2015 le aziende agricole interessate possono fare richiesta di adesione alla “Rete del Lavoro agricolo di qualità”, l'organismo nato per rafforzare il contrasto dei fenomeni di irregolarità nel settore agricolo, nell'ambito del piano di interventi "Campolibero" (contenuto nel Decreto Legge 24 giugno 2014, n. 91  convertito dalla Legge 11 agosto 2014, n. 116). Possono fare richiesta le imprese agricole in possesso dei seguenti requisiti:

- non avere riportato condanne penali e non avere procedimenti penali in corso per violazioni della normativa in materia di lavoro e legislazione sociale e in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto;

- non essere stati destinatari, negli ultimi tre anni, di sanzioni amministrative definitive per le violazioni di cui al punto precedente; 

- essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi.

"Combattere il caporalato anche attraverso la certificazione etica delle aziende che rispettano le regole. Con questo obiettivo nel 2014 abbiamo inserito in Campolibero la “Rete del lavoro agricolo di qualità”, ha affermato il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina. Alla procedura si accede attraverso il sito dell'INPS: le aziende potranno così registrarsi ed essere valutate dalla Cabina di regia della Rete, che è presieduta dall'Inps: si tratta di uno strumento operativo che per la prima volta introduce un sistema di certificazione da parte dello Stato.

“Entro 15 giorni la stessa Cabina di regia dovrà presentare il piano organico complessivo per il contrasto stabile al lavoro nero, per intensificare ancora gli sforzi. Serve l'impegno di tutti in questa battaglia, dai sindacati alle organizzazioni agricole, dall'industria alla grande distribuzione insieme alle istituzioni, per mettere alla porta chi sfrutta. Sono tanti i fronti sui quali bisogna intervenire contro questa piaga antica e inaccettabile, a partire dall'aggressione patrimoniale di chi usa i caporali, con mezzi simili a quelli che si utilizzano nel contrasto alla mafia come le confische dei beni. Ne abbiamo discusso con il Ministro della Giustizia Orlando che nelle prossime ore presenterà ulteriori avanzamenti su questo piano", le parole del Ministro Martina. 

Link utili:

- Decreto Legge 24 giugno 2015, n. 91

- Comunicato MIPAAF

 

Andrea Franco Siciliotti