Rassegna stampa e opinioni

21/01/2014 : Mini Imu, maxi caos

Ventiquattro gennaio, quasi 2.400 comuni, 10 milioni di cittadini italiani proprietari di prime case fanno la fila davanti alle poste per fare il proprio dovere di cittadini e di contribuenti. Proprio così, proprietari di prime case. In barba a tutte le promesse secondo cui le tasse sull'abitazione principale non se ne sarebbero dovute pagare più. Dovranno invece pagare la cosiddetta mini Imu. Secondo le stime, un costo medio di circa 40 euro. Per un gettito complessivo di 400 milioni.

30/12/2013 : Un altro anno sprecato

Anche quest'anno l'ultimo atto del governo è stato l'approvazione del cosiddetto decreto meglio noto come "milleproroghe". Nulla di nuovo in verità. Da lungo tempo infatti, ogni fine d'anno ci ripropone invariabilmente il medesimo copione. Il varo di una sorta di provvedimento calderone dell'ultimo minuto con cui il governo aggiusta tutte le questioni ritenute più delicate, differendone l'entrata in vigore. Così tutti possono dirsi contenti. Quelli a favore delle norme, perchè le vedono comunque confermate; quelli contrari, perchè ne viene in ogni caso differita l'indesiderata applicazione. Affitti d'oro, web tax, sfratti, altri temi. Ma non è poi così importante giudicare il merito.

17/12/2013 : Numeri scritti sulla sabbia

Come è noto appena tre mesi fa il governo ha reso pubblica la nota di aggiornamento del def.
Il DEF non è altro che il Documento di Economia e Finanza che rappresenta l'elemento centrale della programmazione politica, economica e di bilancio del nostro Paese con previsioni poliennali che, in quest'ultimo caso, arrivano addirittura fino al 2017. Un documento che rappresenta anche il punto d'incontro tra la politica nazionale e le richieste dell'Europa. Un documento che individua la misura delle principali variabili macroeconomiche che il governo stima di poter realizzare, tramite la sua azione, stante una crescita presunta del PIL.

19/09/2013 : Diritti acquisiti, rimettiamoli in discussione

L'equilibrio sociale di un paese si giudica dal modo in cui disciplina quelli che sono gli elementi fondanti della convivenza civile di ogni moderna democrazia: il lavoro e la solidarietà.
Se ciò è vero, dobbiamo dirci allora con franchezza che il mercato del lavoro e il welfare presentano ancora oggi in Italia delle inaccettabili asimmetrie tra chi risulta ipergarantito e chi risulta, invece, privo di ogni significativa tutela.

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